Libertà di blog


Sto meditando di spostarmi.
Fisicamente, mentalmente. In fondo il gelataio è qua sotto e mi ci vuole poco ora ad arrivarci per prendere un gelato.
Per il mentalmente la fatica è più grossa: in effetti i Live Spaces fan cagare. Almeno prima avevano le statistiche, tra le mille cose che non potevi fare c’era sempre quell’angolo dove il tuo ego poteva rifugiarsi per vedere le statistiche di visite al tuo blog… Ora neanche più quello.
Se non fosse per la pigrizia cosmica (che fortunatamente non va ancora a braccetto con il pessimismo leopardiano, non si frequentano ancora) di spostare i post l’avrei già fatto il trasloco.
Valutavo altre valide alternative: WordPress? Blogger? Entrambi mi sembrano sistemi piuttosto flessibili e affidabili tecnicamente parlando. Ed hanno pure bei temi stilistici artisticamente. Magari di ritorno dalle vacanze un pensierino andrà fatto.

Eppure ogni volta che ci penso, vengo su questo blog e vedo quello che c’è scritto: ma c’è veramente il bisogno di un qualcosa di più avanzato? Oddio, mentre scrivo la risposta più ovvia è "SI, decisamente!" ma insomma. Mi rendo conto che non è così vispo di contenuti questa scatola/vetrina virtuale.

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Destabilizzazione


L’abitudine: che perfetto distillato di pigrizia e meccanicità. Ridurre al minimo il pensiero e lo sforzo per l’organizzazione, pianficazione, movimenti, attività… Adoro l’abitudine.
E proprio all’interno di questo mese di maggio, dove le cose sembravano andare così bene, forse proprio perchè inconsciamente si stava sedimentando una certa dose di abitudine nella quotidianità, ecco che ripiomba il caos. Il caos che mal si concilia con la pigrizia innata: caos che stanca e attivi allo stesso tempo. Passo ormai il tempo a ordinare tutto i caos generato dagli eventi per ricostruire una sorta di "caos abitudinario" di facciata.
Una volta sarei andato nel pallone per una cosa del genere: ora col pallone mi ci diverto. O almeno, per adesso qualche calcio gliel’ho dato, arrivare a diverticisi è un altro paio di maniche. Eppure nella sua invadenza e imprevedibilità il caos mantiene una sua certa logica: proprio il mantenere la mente attiva, il ridestare la ragione sopita da tempo abitudinario rendono il caos il regno dell’attività mentale perenne.
No, non sono scemo. O almeno, se lo sono non è un guaio che mi è capitato di recente.

Ora ritorno a pasticciare con la colla però…

JavaDay


M’hanno fatto una capoccia così le hostess che è la fiera dei nerd.
Marco == Staff
Non ho seguito molti seminari, ma uno solo, in compenso ho conosciuto un po’ di gente dell’organizzazione, schivato UFO lanciati dal bancone della SUN e scroccato un pranzo sul laghetto de l’EUR.

Quando ero partito l’idea era quella di dare una mano e seguire 5 talk: beh, obiettivo raggiunto direi. A bocca aperta

Comunque, talk su Progettazione per componenti: talk non programmato, ma interessante. Si è l’illustrato l’utilità di progettare con strumenti un po’ più avanzati dei semplici public/private o protected in Java e si spera che questa novità siano recepite in Java 7: anche se da quello che si è lasciato intendere verranno recepite in modo del tutto autonomo, tralasciando quello che sul campo è veramente quello che la fa da padrone: OSGi.
Ma vabbè, ce ne faremo una ragione.

Per il resto: come al solito trovato Fabio nella manifestazione, alla ricerca del foglio firme A bocca aperta, Massimo, che per l’occasione è venuto carrozzato di Curricula da distribuire, e Alex, incurante dell’attesa ha tenacemente aspettato il termine della giornata per l’estrazione dell’Xperia x10.

Ah, ecco l’Xperia x10: praticamente 9 persone su 10 avevano capito che c’erano 10 cellulari in palio.

Magari se la prossima volta scrivono decentemente la frase sul biglietto non bisognerà stare a spiegare a tutti che x10 è il modello del cellulare e non il numero dei premi.

Aggiornamento:
Tanto a ‘sto punto, nerd per nerd, metto pure il servizio sul TG3 Neapolis fatto sul Javaday in facoltà. Credo che di riflesso mi si veda anche in una ripresa, ma non c’ho nè la voglia di controllare, nè la pazienza ora.

Aggiornamenti 2: