Studia studia studia


Lo sò che da quando ho aperto questo blog da quindicenne ogni 3×2 parlo dello studio.
Ma in effetti è stata la cosa che ho fatto per la maggior parte del tempo da un mese a questa parte.
Sento i neuroni che fondono ormai, e non sò se preoccuparmi di più per il fatto che fondano o perchè li sento… Come se non bastasse faccio, per il mio standard, altre 2 milioni di cose: mi rimane giusto il tempo per respirare. E spesso respiro in macchina, in mezzo al traffico.
Tutta salute!

Comunque, ormai si è al rush finale: o finiscono gli esami nel giro di pochi giorni o finisco io. La misura è colma.
Il fatto che voi lettori siete numerosi non mi farà però desistere dal parlare di cosa sto studiando però. Ma il fatto che ne sono stufo di sentirne parlare si. Quindi stavolta passo.

Per il resto, settimana un po’ agitata questa (studio escluso). Spero in una qualche positiva conclusione, anche se il lato melodrammatico sta ormai prendendo il sopravvento. Il lato ottimista è uscito un attimo "a comprare le sigarette". Ma io non mi ricordo tabaccai così lontani onestamente… mah
C’è bisogno di qualcosa.

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Paura


Mamma mia. Ma oltre alla paura pure un po’ di "Che palle!" ci sta bene.
Studi, studi, studi e poi?
Ti chiedi "Avrei potuto fare qualcosa di più?", la risposta è ovvia, in questi casi è ovviamente: "Si".
Ma poi mi fermo un secondo e penso: quel ‘qualcosa’ cosa intende? Avrei potuto sfruttare in piu’ quei 2 minuti di quella giornata per studiare? Si, probabilmente. Ma sarebbe state realmente utile? Qui la questione è un tantinello più fine.
Onestamente non credo che l’apporto sarebbe stato tanto maggiore a quello già fatto finora. Non è giustificarsi a tutti i costi questo: credo che sia guardare in faccia la realtà.
2 minuti in più o un’ora in quel dato giorno di studio non mi avrebbe apportato molto più vantaggio rispetto alla situazione attuale. E questo non per chissà quale assurdo motivo, semplicemente perchè non digerisco bibbioni di roba in un’ora. E certe cose vanno digerite in un tempo lungo, inutile credere che 15 minuti servano realmente ad apprendere per bene ciò che studi.
Fosse poi che uno studia all’ultimo, potrei capire che la situazione possa suonare un po’ ridicola, ma lo studio c’è stato giorno per giorno, settimana per settimana in modo continuativo. Proprio per evitare di ritrovarsi all’ultimo con l’acqua alla gola.
E invece eccola lì. E tu boccheggi cercando di galleggiare.
Vabbè, lo sfogo è fatto ormai. Non resta che affrontare la situazione ormai e sperare. Sperare.

(Magari capitasse la botta di culo… A bocca aperta)

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Voglia di studio


Non sarò innovativo. Non dirò nulla che nessuno abbia già detto. Ma dirlo non fa male a me e neanche agli altri: quindi farò il ripetitivo apposta.

Voglio il calendario di Padre Pio.

Studio, studio e studio. Eppure trovo incredibilmente il tempo per guardare la TV. Per cercare nuovi giochi o roba seria sull’App Store. Per leggere le notizie/forum. Per scrivere su questo blog.

Voglio la macchina col filtro antiparticolato.

Non che ci metta poca forza di volontà, voglio dire, ho studiato tutto oggi. Sarà l’argomento: no, quello mi interessa. Sarà il libro: oddio, mi sà proprio di sì. Faccio finta che sia il libro.

Voglio un dentifricio che mi faccia sentire a casa.

Eppure se mi metto a pensare a certi argomenti di studio ci passo pure tempo (qualcuno ha detto Teorica? Pensieroso), non lo sò se sia il libro o altro. Sò solo che faccio una fatica dell’anima. Almeno spero che ne valga la pena.

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