Tron:Legacy

Warner Village – The Space Cinema – 11 euri

Me ne avevano parlato bene.
La pubblicità (almeno online) mi aveva tartassato.

Alla fine sono andato a vederlo.

Locandina Tron

 

Ammetto di non aver visto interamente il precedente film: più che altro dopo un po’ mi aveva annoiato, forse per la qualità grafica.
Si, ok, all’epoca era il massimo, ma oggi è ridicolo.

Speranzoso di una migliore trasposizione e anche di una migliore storia mi sono ritrovato ad indossare degli occhialini 3D per vedere 1/3 del film che mi ha fatto cagare.
Il problema non è tanto nel 3D (11 euro di biglietto, mortacci loro…) ma nella responsabilità che il regista ha voluto affidare agli effetti speciali digitali. La storia è linearmente banale e non si nota alcun piglio di idea decente nel corso del film. Tutto è stato voluto fare in digitale. Volutamente.
Il solo fatto che le riprese dal vivo siano state fatte in soli 64 giorni, mentre la lavorazione sugli effetti speciali digitali sia stata svolta in 68 settimane da un’idea di cosa il regista avesse bevuto i precedenti mesi di pianificazione…
Lo stesso Jeff Bridges è stato ritoccato in digitale, tanto che Clu sembrava un Beowulf con più capelli o comunque uno degli omini della saga di Shrek.
Per quel che riguarda il ragazzo, figlio di Kevin, niente da dire: nel senso che non ha fatto nè caldo nè freddo. La sua interpretazione praticamente sparisce da metà film in poi.

Per Olivia Wilde invece una buona interpretazione, specie nei panni di 13… oh, no, non è Dottor House. Allora solo buona intepretazione, senza specie.
Ma non voglio terminare la recensione con l’idea che ce l’abbia con questo film aprioristicamente e basta: se devo riconoscere un merito al buon Tron del 1982 è il fatto di aver sperimentato e di aver osato fare qualcosa di diverso da quello che c’era in quel periodo, meritandosi per questo l’etichetta di Cult. Grazie a Tron sono nati telefilm e comunque inaugurati nuovi filoni cinematografici. Cosa che questo Tron:legacy non farà. Caricare un film di effetti speciali nel 1982 era osare, nel 2011 è pochezza di idee (e di attori).

Unica cosa notabile (oltre Olivia Wilde) è la colonna sonora dei Daft Punk.

Insomma, globalmente parlando, soldi buttati.

– Sam: Alan, parli come se lo dovessi trovare lì a lavorare e mi dicesse: Ciao, ho perso la nozione del tempo!
– Alan: Sarebbe fantastico…

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